Il tecnico

Il tecnico

Spunti dall’articolo di G. Metastasio per il Quotidiano della Calabria del 9 gennaio 2014

“Nel 1956, quando le trasmissioni televisive della Rai arrivano appena  a Napoli, il tecnico pazzanese iniziò i suoi esperimenti alla ricerca di onde elettromagnetiche vagando lungo strade ripide e sterrate dei Monti Stella e Consolino, a piedi o in sella ad una motocicletta e con uno dei primi televisori comprato proprio nella città Partenopea.

Riuscì ad intercettare un segnale proveniente dalle Puglie realizzando un ponte caldo con una rudimentale antenna innalzata su una quercia lungo le scarpate del Monte Consolino e così le prime immagini televisive raggiunsero uno schermo TV a Pazzano.20160615_092636

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Amplificatore all’interno del cestello per lavatrice

In seguito all’accensione del segnale Rai a Gambarie d’Aspromonte, in mancanza di strumenti e mezzi idonei ma con inventiva e arguzia tecnica, perfezionò i suoi esperimenti sistemando un amplificatore a valvole all’interno di un cestello per lavatrice su un traliccio in ferro issato in cima a Monte Stella.

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Prima immagine TV arrivata a Pazzano

I primi televisori entrarono così nelle abitazioni della Vallata dello Stilaro aprendo le porte all’informazione e ad un processo innovativo-culturale ancora inedito in quei centri periferici.

Nel 1959  la cittadinanza pazzanese intervenne a favore di Francesco Russo per interrompere il decorso di una denuncia anonima e l’ intervento dei carabinieri con cui si tentò di bloccare le trasmissioni non autorizzate. Lo stesso Ciccio Russo sfidò l’Arma ad arrestarlo con il coraggio e la determinazione che hanno caratterizzato le avventure di tutta la sua vita, perché lui “mai e poi mai avrebbe spento il segnale”.20170109_192651

La allora Amministrazione Comunale, con apposita delibera, mise in risalto il contributo apportato  da Ciccio Russo nella comunità pazzanese chiedendo alla Rai e al Ministero delle Telecomunicazioni l’istallazione di un ripetitore su uno dei due Monti Stella o Consolino.

Qualche mese dopo arrivarono alcuni ingegneri della Rai a cui  Russo suggerì le modalità tecniche per sopperire alla debolezza del segnale rilevato in quelle zone. A questo punto si guadagnò l’invito a lavorare per l’azienda che però il tecnico rifiutò per il forte legame da sempre avuto con il suo paese. Sul finire del 1960 la Rai installò su Monte Stella i propri ripetitori e stipulò con Russo un contratto di collaborazione per l’assistenza tecnica.

Nota era la sua spericolatezza nell’arrampicarsi sulle cime dei tralicci spesso senza imbracature anche in età avanzata, spericolatezza che  lo ha caratterizzato fino a qualche anno prima della scomparsa quando spesso lo si trovava su scale pericolanti a sistemare qualche guasto.

Video in onda su Tele Mia 

trasmissione ” Piccole Storie ” di Pino Carella & Camerieri.
servizio di Giorgio Metastasio – riprese Antonio Russo
montaggio Tele Mia – Pubblicato il 19 gennaio 2014

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Quotidiano della Calabria del 9 gennaio 2014

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Ciccio Russo non fu solo il tecnico della TV. Le sue straordinarie competenze tecniche avevano eco su tutta la Jonica  quando sorgevano difficili problemi da risolvere. Il 12 agosto del 1957 portò a termine l’antica aspirazione dell’allora parroco Don Mario Squillace: venne inaugurato l’elettrodotto che portò la corrente elettrica sull’aspro Santuario di Montestella. Negli anni di un’illuminazione pubblica ancora inefficiente, metteva all’opera il suo ingegno con ogni improvvisata attrezzatura per illuminare il percorso della processione di mezzanotte che accompagna il SS. Salvatore nella Cappella in una zona scoscesa del paese.

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